La Goliardia
Goliardo nel dizionario:
Diz. della lingua italiana Sabatini Coletti:
1)Nel Medioevo, chierico che si spostava nelle città sede di università, dove conduceva spesso vita scapestrata;
2)estens. (f. -da) Studente universitario, con riferimento alla spensieratezza del periodo degli studi e all'antica pratica della goliardia.
Diz. della lingua italiana De Mauro:
1)stor., al pl., chierici vaganti;
2)studente universitario, spec. con riferimento alla vita libera e spensierata che si ritiene caratteristica di tale periodo di studi | estens., spreg., ragazzo ingenuo, fatuo e irresponsabile; allegrone;
Etimologia
E' incerta l'etimologia della parola, le possibili spiegazioni sono tre:
Golia, il gigante della mitologia, simbolo del male nel Medioevo;
Golia Abelardo, soprannome di Pietro Abelardo fondatore del movimento goliardico e avversario di San Benedetto da Chiaravalle;
Gula=gola, per la loro irrefrenabile passione per il bere e il cibo.
Nel Medioevo:
La spiegazione più corretta e quella che ormai chiunque ha adottato è quella dei goliardi come chierici vaganti.
Giovani poco abbienti che nel Medioevo non potevano seguire le normali lezioni dei professori ed erano emarginati dai compagni, vivevano alla giornata senza controllo nè morale nè intellettuale affidandosi ad espedienti come fare unirsi a giocolieri, saltimbanchi e persone considerate spostate. Questi vagavano di zona in zona per seguire le lezioni di professori famosi, leggere letture proibite allora dalla Chiesa e saziare la fame di sapere; la spensieratezza della gioventù li portava ad assaporare i piaceri che questo stile di vita libero e senza regole offriva loro: vino, amore e giochi (Bacco, Tabacco, Venere e Decio)
Di questi comportamenti malvisti all'epoca, perchè considerati lascivi, se ne trovano ampi riscontri nei tre libri dei canti medievali Carmina Burana: nei Carmina moralia viene mossa una forte critica alla chiusura e alla ristrettezza di idee della Chiesa, nei Carmina amatoria, lusoria e potatoria invece il tono diventa sensuale e festoso e vengono esaltati i piaceri dell'amore come atto sessuale e del vino come fonte di liberazione.
Nel ventesimo secolo:
In Italia lo spirito goliardico inteso come necessità di studio accompagnato dalla voglia di avventure e trasgressione è stato molto sentito negli anni cinquanta/sessanta per scomparire fino agli anni '90. In questo periodo inizia a risvegliarsi nei giovani la voglia di tornare ai vecchi ordini e di riarmarsi di cappelli, mantelli, papiri e tutto ciò che veniva tramandato dagli anziani capi ai propri ordini.
Nascono così le raccolte moderne di goliardie e nascono i caffè nei quali i nuovi goliardi compiono le loro “sregolatezze”, le piazze accolgono i loro scherzi e le loro feriae matricularum!Si è risvegliata la voglia di giocare nei giovani italiani!!
Struttura della goliardia:
Innanzitutto si suddivide in Ordini, gruppi di goliardi al cui vertice sta un Capo-Ordine con proprie tradizioni, racconti e avventure.
Ogni città sede universitaria ha un Ordine Supremo retto da un Capo Città che ha la totale supremazia sugli Ordini vassalli e si prende gioco delle autorità.
Le città che non hanno la sede di un'Università possiedono degli Ordini definiti però minori.
Di solito gli ordini sono aperti a tutti, ma in alcuni casi ci sono delle eccezioni perchè per esempio alcuni sono strettamente femminili, altri accettano ragazzi solo da alcune regioni, altri si dividono per Facoltà; esistono poi delle confraternite che riuniscono i più grandi e conosciuti goliardi (Ordine della Chiave, Nobilissimo Ordine Cavalleresco di Slavonia oppure Ordine della Vacca Stupefatta).
Ciascun ordine ha una gerarchia che ogni membro scala verso l'alto e verso il basso in caso di mancanze e quindi non ci sono regole particolarmente democratiche tra i goliardi; all'interno degli ordini esistono anche regole sulla successione del Capo-Ordine che avviene:
- per abdicazione, il metodo più comune;
- per elezione;
- per designazione da parte di un ristretto gruppo dell'ordine.
Non contemplate dagli Statuti degli Ordini sono le fronde, delle sorte di colpi di stato: durante una cena dell'Ordine il capo della rivolta inizia ad intonare il Gaudeamus gli altri partecipanti decidono di partecipare al canto o “fontanare” il ribelle (gettarlo in una fontana pubblica) e quindi far cadere il Colpo di Stato nel nulla.
L'anzianità dei goliardi si misura in base a quanti “bolli” ha raccolto (il Capo-Ordine ha sempre un bollo in più di qualsiasi altro), un bollo viene apposto per ogni anno di frequenza all'università; sono previsti però anche bolli “onoris causa” dati dal capo-ordine per particolari meriti. Chi ha meno bolli, nelle sfide di dialettica in caso di parità, paga da bere agli altri.
Ogni goliardo assume quindi un titolo in base al numero dei bolli che possiede: si parte da “Putridissima matricola” con un bollo, “famelico fagiolo” con 2 bolli, “aurea colonna” con 3 così via fino a “sidereo fuoricorso” con 6 bolli.
Il numero dei bolli è visibile guardando la feluca, il cappello da goliarda, e al momento della laurea però vengono azzerati.
Oggi in Italia sono presenti numerosi Ordini anche se molti non ne sono a conoscenza:
Bologna: Sacer VenerabilisQue Fictonis Ordo - S.V.Q.F.O. , Congiura de' Pazzi , Convento de li Frati Gaudenti, Excelsa Neptuni Balla, Goliardica Balla Montecristi, Sovrano Ordine delle Tre Palle Meridionali... e altre;
Chieti: I Clerici;
Ferrara: Ordine de li Cavalieri de li Scacchi (1964), Ducatus Estensis, Marchesato de la Torre Matildea ;
Firenze: Sovrano Commendevolissimo Ordine Goliardico di San Salvi, Sovrano Laborioso et Agreste Ordine della Zappa, Fecondo e Calcinoso Ordine della Cazzuola, Placido Ordine della Vacca Stupefatta (PODVS)...;
Lesina: Sacer Ordo Scorpionis;
L'Aquila: Sacer Ordo Ursa Majoris;
Milano: Sacra Goliae Confraternita;
Parma: Ducatus Parmae, Placentiae, Guastallae, Lunigianae et Terrae Limitrophae, Æterno Ordo Salamandre Terre Salsesi (1982), Sultanato del Terronia Tellus...;
Roma: Pontificatus Romani Archigymnasii – P.R.A.;
altre città hanno i loro Ordini come Torino, Napoli, Palermo, Messina, Udine, Verona, Urbino.
Ogni Ordine ha uno stemma colorato e con il simbolo ben riconoscibile e delle insegne come copricapi, mantelli e feluche che rappresentano l'Università e la città di provenienza del goliardo.


