Il Vittoriano
Il Vittoriano a Roma, spesso erroneamente chiamato Altare delle Patria, è il teatro principale dei festeggiamenti del 2 giugno. Vediamo perché.
PERCHE' "VITTORIANO"?
Il Vittoriano è il monumento celebrativo costruito a Roma nel 1885 in piazza Venezia, all'incrocio tra Via del Corso e Via Fori Imperiali. Esso prende il nome da Vittorio Emanuele II, il primo re d'Italia, a cui è dedicato.
Alla sua morte nel 1878, infatti, si decise di innalzare un monumento per celebrare il re, considerato il Padre della Patria, artefice dell'unità e della libertà della Nazione e con lui celebrare l'intera stagione risorgimentale.
Il Vittoriano fu ideato come spazio aperto ai cittadini. Il complesso monumentale, costruito in stile neoclassico secondo il disegno di Giuseppe Sacconi, largo 135 metri, profondo 130 e alto 81, per una superficie totale di 17.550 m2, venne inaugurato da Vittorio Emanuele III il 4 giugno 1911.
STRUTTURA e SIMBOLI
Il tema centrale di tutto il monumento è rappresentato dalle due iscrizioni sui propilei: "PATRIAE UNITATI" (All’unità della patria) e "CIVIUM LIBERTATI"(Alla libertà dei cittadini). Il Vittoriano è infatti la rappresentazione non solo allegorica, dell’Italia Unita e tutte le decorazioni di cui è costituito sottolineano l'importanza fondamentale di questo tema.
Alla base del Vittoriano si trovano le Fontane dei due mari, poste ai lati dello stesso: la fontana di sinistra, di Emilio Quadrelli, rappresenta il mare Adriatico, rivolto a Oriente, con il Leone di San Marco. A destra il Tirreno, di Pietro Canonica, con la lupa di Roma e la sirena Partenope.
Al Vittoriano si accede attraverso un'ampia scalinata, e la salita è accompagnata da sei gruppi scolpiti, due in bronzo dorato e quattro in botticino, il marmo bresciano che riveste tutto il monumento. Essi rappresentano allegoricamente i Valori civili del popolo italiano: azione, pensiero, concordia, diritto, forza, sacrificio.
Al centro della scalinata si trova il Monumento al Milite Ignoto, detto anche Altare della Patria, dove il 4 novembre 1921 fu sepolto un anonimo soldato della Prima Guerra Mondiale in ricordo dei tantissimi caduti durante la Grande Guerra e rimasti senza sepoltura o non identificati.
Veglia tomba del Milite Ignoto la grande statua della dea Roma nelle sembianze di Minerva, opera di Angelo Zanelli.
Procedendo in alto, gli altorilievi delle quattordici città italiane fungono da piedistallo della statua equestre di Vittorio Emanuele II. Le città rappresentate (Genova, Milano, Bologna, Ferrara, Pisa, Mantova, Urbino, Palermo, Firenze, Torino, Ravenna, Amalfi, Napoli, Venezia) che furono capitali o Repubbliche marinare, sono di Eugenio Maccagnani.
La figura a cavallo di Vittorio Emanuele II, primo re d'Italia, è il perno del monumento.
Fu realizzata fondendo 50 tonnellate di bronzo, ricavate da cannoni forniti dal Ministero della Guerra. La statua equestre, affidata ad Enrico Chiaradia nel 1889, e completata da Emilio Gallori, fu inaugurata il 4 giugno del 1911. Le dimensioni sono gigantesche: è lunga 10 metri ed alta 12.
A fare da quinta alla statua equestre c'è il portico, lungo 72 metri, contenente sedici statue, una per ognuna delle sedici regioni italiane di fine Ottocento. La realizzazione di ciascuna delle statue, alte 3,5 metri, rappresentanti Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia, Toscana, Marche, Umbria, Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Sicilia, Calabria e Sardegna, venne affidata ad uno scultore di ogni Regione.
Le Quadrighe simboleggiano l'Unità e la Libertà. Collocate nel 1927, portano il monumento all'altezza di 81 metri dalla quota di Piazza Venezia. Sono di Carlo Fontana e Paolo Bartolini.
Il Vittoriano è inoltre ricco di simboli vegetali. Ecco i più ricorrenti: palma (vittoria); quercia (forza); alloro (valore, pace vittoriosa); mirto (sacrificio); ulivo (pace, concordia).
Con la fine del regime fascista e la scelta mediante referendum tra monarchia e repubblica, il popolo italiano ha ritrovato nel Vittoriano e soprattutto nell'Altare della Patria il simbolo d'unità nazionale che si celebra sulle sue scale a date fisse: il 25 aprile, festa della liberazione, il 2 giugno festa delle Repubblica e il 4 novembre festa della vittoria e giornata delle forze armate.
Anche il recente restauro, durato quasi vent'anni, ha contribuito a riavvicinare sensibilmente il monumento alla città.

